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29/ott/2009

Sisma 2002, Celenza reclama attenzione

CELENZA VALFORTORE – Sono trascorsi sette anni dall’evento sismico del 31 ottobre del 2002 e la ricostruzione a Celenza Valfortore è rappresentata dai tanti cantieri ancora aperti. Nei mesi scorsi sono stati stanziati fondi pari a 1 milione e 400mila euro, soldi che serviranno a completare almeno la ricostruzione dei fabbricati di “classe A” e quasi tutti quelli appartenenti alla “classe B”. Restano ancora senza interventi 12 fabbricati di “classe C” ma soprattutto 38 fabbricati che hanno subito un’ordinanza di sgombero con persone non residenti e ben 33 fabbricati rurali. La preoccupazione del primo cittadino di Celenza, Francesco Santoro, è rivolta al bilancio comunale a causa dei mancati introiti delle tasse comunali. I proprietari delle case soggette ad ordinanza di sgombero, infatti, hanno beneficiato dell’esenzione parziale dell’I.C.I. e della Tarsu ed il Comune di Celenza non ha diritto al relativo rimborso. "L’autonoma sistemazione va a rilento – ha dichiarato Santoro – mentre, seppure la ricostruzione materiale delle case procede, siamo molto lontani da quella economica e sociale". Nel marzo scorso, i presidenti della Regione Puglia e della Regione Molise, rispettivamente Nichi Vendola e Michele Iorio, avevano annunciato una “fusione” tra le due regioni per favorire soprattutto la ripresa economica e produttiva, mai avviata, delle aree colpite dal sisma. Ad oggi, la mancanza di un piano strategico pluriennale ha impedito tale ripresa. La ricostruzione procede con piani provvisori arrivando, alla fine dell’anno, sempre con l’acqua alla gola. L’amministrazione comunale chiederà, nei prossimi giorni, la proroga dello stato di emergenza che scade il prossimo 31 dicembre. Santoro ha tenuto comunque a precisare il rapporto di fattiva collaborazione con la Prefettura che, secondo il primo cittadino "si è adoperata per la risoluzione di ogni problema che di volta in volta si presentava". La scorsa estate è stata riaperta la chiesa di “San Francesco”, la struttura religiosa che riportò più danni. Tre anni fa, invece, ha riaperto le proprie porte la chiesa madre “Santacroce”, totalmente agibile dopo la messa in sicurezza anche dell’altare maggiore. Due anni fa, inoltre, è tornata agibile, seppur parzialmente, anche la chiesa della “Madonna delle Grazie” mentre restano ancora chiuse le chiese di “San Nicola”, “San Michele” e quella di “Santa Maria ad Nives”.

28/ott/2009

Celenza Valfortore è il "Paese Ospitale 2009"

CELENZA VALFORTORE – Va al Comune di Celenza Valfortore il premio “Paese Ospitale 2009”. Il riconoscimento è stato ufficialmente consegnato al sindaco Francesco Santoro dalla giuria del concorso (patrocinato da Regione Puglia e Provincia di Foggia), cui hanno partecipato anche Carlantino, Volturino, Casalvecchio di Puglia, San Marco la Catola, Mottamontecorvino e Casalnuovo Monterotaro. Al primo cittadino celenzano sono stati consegnati una targa e la segnaletica turistica per individuare il borgo come quello cui è stato riconosciuto il premio “Paese Ospitale 2009”. La giuria del premio ha espresso voto unanime per Celenza Valfortore assegnando al borgo il miglior voto compressivo in quanto a “bellezza del paesaggio”, “interesse storico culturale”, “qualità dell’evento Vivi il borgo”, “accoglienza e ospitalità”, “valutazione generale del paese”. Soddisfatto il sindaco Francesco Santoro: “Siamo felicissimi di questo successo – commenta – Ci è stata riconosciuta la bontà del lavoro svolto per migliorare ogni aspetto possibile del nostro borgo, compresa l’attitudine all’ospitalità, all’accoglienza dei turisti e alla promozione del territorio. Celenza Valfortore è parte integrante del distretto turistico Daunia Vetus – continua il primo cittadino – e del nascente sistema turistico dei Monti Dauni. Nel 2010 concorreremo per ottenere il marchio di qualità turistico – ambientale dellla Bandiera Arancione. Abbiamo tutte le carte in regola per caratterizzare tutta l’area dei Monti Dauni come un territorio del turismo alternativo alle grandi mete”. Il Comune di Celenza Valfortore è riuscito a vincere anche grazie al successo ottenuto questa estate con l’iniziativa “Vivi il borgo”, manifestazione che ha coinvolto migliaia di persone in un evento capace di far riscoprire la storia, i luoghi più significativi, i monumenti, le tradizioni e i prodotti tipici del paese. “Paese Ospitale 2009” è una vetrina che serve a portare nuovi curiosi alla scoperta di una zona ricca di un enorme patrimonio naturalistico, architettonico, gastronomico e religioso. Il progetto “Paese Ospitale” intende proporre un nuovo modello turistico per la Puglia promuovendo circuiti naturalistico-ambientali che si collocano come alternative alle tradizionali mete turistiche marine e religiose. L’evento, infatti, ha come obiettivo principale proprio la valorizzazione del territorio del preappennino dauno, ossia dare lustro e visibilità alle bellezze paesaggistiche, alle manifestazioni folkloristiche e ai numerosi eventi legati alle tradizioni secolari di questo territorio della Capitanata.

09/ott/2009

La protesta di Celenza

CELENZA VALFORTORE – E’ passato più di un anno da quando la Provincia di Foggia comunicava al sindaco di Celenza Valfortore “la sospensione temporanea dei servizi erogati presso lo sportello polifunzionale fino a nuova riorganizzazione del personale”. A distanza di oltre 12 mesi da quell’avviso l’ufficio è ancora chiuso e quello che fa più rabbia, secondo il sindaco di Celenza, Francesco Santoro, “è l’assoluta mancanza di risposte sia dopo l’invio di una delibera di giunta municipale sia dopo il nostro primo comunicato di protesta”. Da Palazzo Dogana solo silenzio di fronte al disagio sempre più marcato dei cittadini di Celenza. Già qualche mese, la giunta comunale celenzana protestò duramente per il protrarsi della chiusura dello sportello. “La sospensione del servizio – si legge nella delibera – ha causato notevoli disagi a tutta l’utenza che è costretta a rivolgersi agli sportelli del Centro per l’Impiego di Lucera”. A tutt’oggi, inoltre, non è dato sapere fino a quando si protrarrà tale situazione. “Invitiamo, per l’ennesima volta, la Provincia di Foggia ad intervenire il prima possibile - ha proseguito Santoro – Siamo davvero stanchi di pagare l’ennesimo disservizio che aggrava ancor di più il nostro isolamento”. I cittadini di Celenza devono sobbarcarsi quasi tre ore di pullman, tra andata e ritorno, per raggiungere Lucera con il conseguente esborso di denaro per pagare il biglietto o, per chi sceglie il proprio automezzo, per sostenere le spese del carburante. E pensare che sono passati poco più di tre anni da quando la Provincia di Foggia inaugurava, in pompa magna, l’apertura di quello stesso sportello polifunzionale ormai chiuso da più di 12 mesi.

01/set/2009

Masserie di Lucera

LUCERA – Uno straordinario documento storico sulle masserie dell’agro di Lucera: 160 pagine, 215 fotografie, 44 antichi edifici recensiti, tre sezioni per raccontare un mondo di cui è importante recuperare la memoria, per riflettere sulle origini e i valori della cultura contadina e aiutare un processo di recupero capace di integrare tradizione e innovazione. E’ questo l’obiettivo principale del secondo volume sulle masserie e le ville dell’agro di Lucera. Il libro è ormai quasi ultimato ed è pronto ad andare in stampa. L’autore è Peppino Tedeschi, cultore di storia locale e fotografo attento a immortalare i tratti più significativi e importanti del patrimonio urbanistico -architettonico e monumentale del territorio lucerino. Peppino Tedeschi, nato a Castelnuovo della Daunia nel 1937 e residente a Lucera dal 1942, è un autentico esperto del tema al quale già nel 1989 ha dedicato uno splendido libro illustrando la storia e mostrando la bellezza di 70 masserie presenti nelle campagne di Lucera. Oggi, a distanza di 20 anni da quel primo volume, Tedeschi fa appello alle istituzioni pubbliche e ai soggetti privati affinché sostengano la sua ricerca finanziando la stampa e la diffusione del suo ultimo lavoro. Quello che emerge dalle pagine del nuovo libro è il racconto puntuale e storicamente dettagliato di una rete sociale ed economica basata sul sistema delle masserie. Quelle grandi unità agricole e abitative erano il perno su cui si esaltava il concetto di “comunità” e attraverso il quale le campagne non erano sinonimo di abbandono e degrado ma riflettevano il dinamismo di una società in rapida evoluzione. Le masserie erano collegate da una fitta rete di tratturi e tratturelli lungo i quali si trovavano anche alcune piccole strutture che fungevano da “riposi” per i viandanti. Il nuovo libro di Tedeschi - che ospita gli interessanti contributi di Michele Urrasio, Giuseppe Trincucci, Geppe Inserra e Dionisio Morlacco - dedica uno spazio specifico anche a questo particolare aspetto. Oggi, purtroppo, sono moltissime le masserie che giacciono completamente abbandonate e sembrano destinate a diventare un cumulo di macerie. Anche per questo motivo, e soprattutto per cercare di impedire che tale immenso patrimonio sparisca senza lasciare alcuna traccia, il lavoro di Peppino Tedeschi si caratterizza quale importante strumento di valorizzazione del mondo rurale e come strumento di riflessione e di studio per invertire la rotta dell’indifferenza e dell’incuria. (la foto si riferisce al primo volume, pubblicato da Tedeschi nel 1989)

14/ago/2009

Celenza, Vivi il Borgo (le foto)

12/ago/2009

Un evento da Guinness

CELENZA VALFORTORE – E’ quasi un record da “Guinness dei primati”: giovedì 13 agosto, ci sarà soltanto un luogo in tutta l’Unione Europea in cui non circolerà l’euro e quel luogo è Celenza Valfortore. Con “Vivi il borgo”, infatti, tornerà l’antico conio in uso ai tempi della dominazione spagnola di questo piccolo paese del Foggiano posto sulle alture al confine col Molise. Rivivrà la vecchia “Celenna” celebrata dai libri di storia che raccontano di cavalieri, soldati, dame e briganti. Il paese si trasformerà in un unico “set cinematografico” con 100 e più figuranti che avranno il compito di trasportare cittadini e visitatori indietro nel tempo in un intreccio di epoche e influenze diverse: quella spagnola del ‘500, austriaca del ‘700, francese di fine settecento e dell’epoca borbonica del settecento e dell’ottocento con l’architettura, i monumenti, i costumi, la musica e persino la moneta di quei periodi storici. Un grande e gioioso sforzo organizzativo condiviso da Amministrazione comunale, Proloco, Parrocchia e dalle associazioni “Celenna” e “Fortorina”. L’obiettivo è quello di valorizzare il grande patrimonio di cultura e di storia racchiuso all’interno delle antiche mura del borgo celenzano. La ricostruzione storica che ha reso possibile l’organizzazione dell’evento è stata possibile grazie a due inventari del 1702 e del 1759 racchiusi nel libro “Celenza Valfortore nella storia” di Michele Cerulli. Il centro storico di Celenza offre un colpo d’occhio davvero notevole. La parte feudale del paese si sviluppa tra vicoli e “ruarelle” che costeggiano case arroccate l’una all’altra, attraversate da caratteristiche stradine. Del borgo originario, di origine medioevale, restano oggi la struttura urbanistica, il palazzo baronale con il suo torrione appartenente all’antico castello dei Gambacorta, alcune porte d’ingresso al borgo, il Monastero delle Clarisse, il monastero di Santa Maria delle Grazie e alcune chiese. Al paese, nel 1700, si accedeva attraverso cinque porte, tre delle quali saranno ricostruite grazie ad un effetto scenico. Le due porte esistenti sono quelle di “San Nicola” (entrata dal versante campano) e quella della “Porta Nova” (ingresso dalla regione molisana) mentre quelle da ricostruire sono la porta di “Sant’Antonio” (entrata dalla regione Puglia), la “Portella” (la porta d’ingresso al Castello) e la “Porta del Muro Rotto”. A guardia delle cinque porte ci saranno degli armigeri in divisa dell’epoca borbonica con relativi archibugi. Per le vie del borgo si potrà incappare in qualche brigante che, munito di pistolone, cercherà di turbare i signorotti in abiti d’epoca simulando finte estorsioni. Celenza, infatti, fu interessata anche dal vasto fenomeno del brigantaggio. Anzi, i capi dei fuorilegge delle due bandi, “Vardarelli” (il vero nome era “Meomartino”) e “Varanelli” (detto “Titta) erano nativi proprio di Celenza. Nel circuito del borgo si sveleranno angoli e spiazzi caratteristici, portali riccamente scolpiti, fontanili, scorci di antichi palazzi di ricche famiglie locali, vecchie chiese e antichi monasteri. Il “viaggiatore” incontrerà, in particolari zone di ritrovo, gruppi musicali che eseguiranno canti e suoni medioevali, musica etnica e folcloristica. Tutto il borgo, inoltre, sarà rischiarato solo da fiammelle a terra e da torce a muro ed imbandierato con stendardi borbonici e dei Gambacorta. Artisti di strada, giocolieri, mangiafuoco, trampolieri, sbandieratori, trombettieri arricchiranno la scenografia di questa magnifica serata. I visitatori, inoltre, troveranno accoglienza presso osterie e locande dislocate in diversi punti del percorso per degustare i prodotti tipici annaffiati da buon vino. Il tutto al suon di ducati, moneta del regno nel 1700 che si riceveranno all’ingresso delle porte nei punti di “dogana” (è proibita la circolazione dell’euro). La manifestazione, patrocinata dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia e dal distretto culturale “Daunia Vetus”, inizierà alle ore 18, vi parteciperanno tutti i sindaci della zona e si protrarrà fino all’alba del giorno dopo.

10/ago/2009

Riapre la chiesa di San Francesco

“Siamo stati abbandonati da tutti. Rivogliamo le nostre chiese perché esse sono il punto di riferimento di tutti i fedeli.” Questo fu l’amaro sfogo di don Luigi Tommasone, parroco di Celenza Valfortore, a un anno di distanza dal sisma del novembre del 2002 che costrinse il piccolo centro del preappennino dauno a privarsi di ben cinque delle sette chiese presenti sul territorio comunale. A quasi sette anni dal terremoto, mercoledì 12 agosto riaprirà la chiesa di “San Francesco”, la struttura religiosa che riportò più danni. La cerimonia di riapertura si svolgerà, con inizio alle ore 17, alla presenza del vescovo della diocesi Lucera-Troia, Domenico Cornacchia. Due anni fa, nel 2007, ha già riaperto le proprie porte la chiesa madre “Santacroce”, totalmente agibile dopo la messa in sicurezza che ha interessato anche l’altare maggiore. Grazie a questi interventi, le celebrazioni religiose non si svolgono più nel parcheggio sottostante la piazza del paese trasformato, dal 2002, in una vera e propria “chiesa d’emergenza”. L’anno scorso, inoltre, è tornata agibile anche la chiesa della “Madonna delle Grazie”. La riapertura del tempio sacro dedicato a San Francesco fa parte del programma de “L’agosto Celenzano 2009”, un calendario di eventi che proseguirà giovedì 13 agosto con l’iniziativa “Vivi il borgo” e, successivamente, il 14 agosto, con la giornata tutta dedicata ai bambini e allo sport intitolata “Smuoviamoci un poco…anzi assai”: dalle ore 10, gare e tornei per grandi e piccini, musica, palloncini e zucchero filato faranno da cornice alla 12ore no-stop che precederà la serata “Disconight” con balli, divertimento e tante sorprese. Il 31 ottobre del 2002, a Celenza Valfortore, il terremoto danneggiò gravemente 111 abitazioni, rendendole inagibili. Rimasero senza tetto 54 nuclei familiari, per un totale di 124 persone senza casa. Furono danneggiate tutte le chiese del borgo. Per oltre quattro anni, messe - matrimoni-battesimi e funerali sono stati celebrati in un garage – parcheggio ricavato da un locale sottostante la centralissima piazza Malice. Nella chiesa di "San Francesco", oggi completamente recuperata, le scosse telluriche fecero crollare parti della volta. "San Francesco" conserva un portale del 1522 proveniente dall'annesso convento. Oltre all'enorme valore affettivo che i circa 2000 abitanti del paese attribuiscono alle loro chiese, questi antichi templi della fede rappresentano gran parte del patrimonio storico, artistico e architettonico di Celenza Valfortore.